Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo

Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo

Sabato sera al “Tenco 2013″ un ricordo di Edith Piaf a cinquant’anni dalla morte

Un giornalista narratore, Massimo Cotto, voce storica delle radio italiane, nonché uno dei massimi esperti della storia del rock; un cantante, Mauro Ermanno Giovanardi, il Joe dei La Crus, l’interprete di Io confesso che è stato un successo di Sanremo 2011 e ora impegnato, come in una seconda giovinezza, con il bel progetto dei Sinfonica Honolulu; e un chitarrista-pianista, Matteo Curallo, musicista capace, autore, tra le altre cose, della colonna sonora dell’esordio cinematografico di Simone Gandolfo, Cose cattive (2013): insieme sul palco per Chelsea Hotel, innanzitutto uno spettacolo teatrale che ha girato – e continuerà a girare – l’Italia.

Per chi non lo sapesse, il Chelsea Hotel è il mitico albergo nel quartiere bohémien di Manhattan dove hanno transitato scrittori, musicisti, attori, divi e fan. Ha testimoniato tragedie e creazioni immortali di grandi geni, spesso squattrinati e ospitati gratis.

La camera numero 100 non c’è più ma i pellegrini del punk hanno continuato per anni a bussare per chiedere della stanza dove finì nel sangue la storia d’amore di Sid & Nancy. La camera 822 invece è quella dove svernava Madonna, che una notte ospitò Basquiat. Al piano di sotto strimpellava Bob Dylan, che aveva rubato il nome al poeta che al Chelsea Hotel era morto alcolizzato, Dylan Thomas. Anche Jack Kerouac e William Burroughs si spingevano fin lì, per andare a trovare Herbert Hunke, il tossico e ladro che aveva ispirato l’Urlo di Allen Ginsberg.

Ci sono passati tutti, al Chelsea Hotel: Arthur C. Clarke scrisse 2001 Odissea nello spazio, Andy Warhol ambientò Chelsea Girl con Nico e gli altri suoi ragazzi, Joni Mitchell scrisse Chelsea Morning. E ancora, Dee Dee Ramone dei Ramones, Leonard Cohen, Janis Joplin, Edith Piaf, Patti Smith, Milos Forman, Arthur Miller ed Abel Ferrara.

Ora quel Chelsea non esiste più, ha chiuso il primo agosto 2011. È stato venduto per 80 milioni di dollari ai giapponesi e sono in corso i lavori per trasformarlo in un residence di lusso dove si respirerà – come ricorda Cotto alla fine dello spettacolo – ricchezza ma non leggenda.

Lo spettacolo e il corrispondente libro-disco è quindi anche un omaggio a una storia che purtroppo è finita per sempre.

Passando di stanza in stanza, guidati da Massimo Cotto, si raccontano le storie di chi ha contribuito a scrivere la storia della cultura pop novecentesca, quella della musica, ma non solo. Alternano il racconto le canzoni, alcune delle più belle che sono mai state scritte, delle quali Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo sono interpreti originalissimi.

Al “Tenco” Cotto, Giovanardi e Curallo trarranno da Chelsea Hotel un ricordo di Edith Piaf, a cinquant’anni dalla morte.

Fonte: Produzioni Fuorivia