Fanfara Tirana meets Transglobal Underground

Fanfara Tirana meets Transglobal Underground

Fanfara Tirana meets Transglobal Underground: la festa esplosiva della cultura balcanica abbraccia l’occidente

Il loro incontro musicale rappresenta un “crossover” mondiale totalmente nuovo, in cui due mondi sonori, la Fanfara di Tirana e i Transglobal Underground, entrambi dal forte carattere identitario, intrecciano il loro dialogo autenticamente internazionale e paradossalmente apolide (“dove le frontiere si cancellano: Tirana diventa Londra e il Tamigi confluisce nel Gange”), in una sorta di “stele di Rosetta” per la musica di contaminazione.

Reduci dal loro recente progetto unitario, legato al loro nuovissimo cd Kabatronics, i due gruppi musicali mettono coraggiosamente in corto circuito tra loro la cultura balcanica di una delle fanfare più importanti al mondo con la “world fusion” o meglio il “mesh up” di sintesi occidentale.

Due formazioni non conformiste: gli eclettici inglesi Transglobal Underground, protagonisti mondiali della “fusion” più innovativa e i maestri albanesi dei fiati, la Fanfara Tirana, innestano una festa esplosiva, interculturale e transfrontaliera: ispirandosi ai misteri ancora inesplorati dei Balcani più profondi, si scambiano suggestioni, melodie e parole per coinvolgerci in una profonda celebrazione di vita, amore e solidarietà. Con le radici nella storia e lo sguardo nel futuro.

La Fanfara Tirana è sicuramente una delle più importanti “brass band” della realtà balcanica.

Dopo aver girato in lungo e largo l’Europa con i suoi ottoni e suonato nei più grandi festival, arriva a questo suo nuovo progetto, per il quale hanno osato di più consegnando l’intero l’album in mano ai Transglobal Underground, manipolatori londinesi e veri geni della musica “no borders”, mitica band trans-globale, sia musicalmente che per i componenti che la formano.

I TGU sono noti per la loro capacità unica di mescolare stili e ritmi musicali. Hanno mixato tutto ciò che, se non fosse stato per il loro coraggio artistico, nessuno mai avrebbe pensato di mettere insieme; adesso quel “mash-up” è la loro cifra artistica.

La loro musica è, a tutti gli effetti, un caleidoscopico viaggio fra riti liberatori, segreti ritmici, estetiche giocose, scarti improvvisi e fantasiosi. Il tutto con unico obiettivo: l’esaltazione del ‘groove’ più profondo, trovando il filo rosso che interseca sensibilità diverse e che collega lo sfaccettato universo sonoro mondiale. Il “Kaba”, arcaica e suggestiva forma di “blues” albanese del sud, incontra il reggae, gli ottoni incontrano l’elettronica, il sitar si mischia con la polivocalità profana del paese delle aquile. Il mix è un risultato esplosivo!

Il cd che raccoglie e testimonia questo fenomenale incontro è appena uscito nel circuito internazionale raccogliendo consensi e commenti entusiasti. Kabatronics è un disco che non ha tolto nulla alla frenesia da palco per cui questi due gruppi sono celebri: tutto si muove, nulla è definito. Una scommessa vinta sull’universalità del linguaggio musicale, oltre le anguste definizioni di genere.

Ecco i musicisti: Niko (vocal); Mr White (sax soprano/sax alto/clarinet); Mr Happy (sax alto/clarinet); Colonel James (trumpet); Gas Gas (trumpet); Mr Keyboard (sax baritone); The Professor (flugehorn baritone); Paloma (flugehorn baritone); Golden Boy (flugehorn tenor); Devis (tuba); Tim (guitar, keyboard); Mac Hami (drums); Sheema (sitar, bass); Rav (dhol, tablas).

Fonte: Dario Zigiotto per CCM