Alessio Lega

Alessio Lega

La ricchezza della musica e della parola di Alessio Lega incanta il Tenco 2013

Nato nel 1972 a Lecce, dal 1990 vive a Milano. Fu fumettista e impiegato di concetto. Collabora alle riviste e alla vita del movimento libertario. È un rivoluzionario pantofolaio e cesellatore. Comincia a scrivere e cantare le prime canzoni in pubblico alla fine degli anni Ottanta e si esibisce regolarmente dal 1997.

Cultore della lingua, storico della canzone internazionale, cantante di impostazione teatrale legato alla tradizione francese, scrive con un occhio alla forma e un altro alla giustizia sociale. Ha cantato nei teatri e nei locali del “giro”, ma torna sempre ai centri sociali, alle feste di piazza, ai teatri liberi.

Attento alla ricchezza della musica quanto a quella della parola, affida il suo primo disco all’immaginario sonoro dei Mariposa, il cui chitarrista Rocco Marchi diventa il suo principale collaboratore, sul palco e in studio, nel ruolo di polistrumentista e arrangiatore.

La sua vocazione di cantastorie lo ha portato a collaborare con Ascanio Celestini, assieme al quale ha scritto Incrocio di sguardi, e lo ha avvicinato ai protagonisti del Nuovo Canzoniere Italiano, come Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Ivan Della Mea, con i quali ha diviso il palco in molte occasioni.

Con l’album d’esordio, Resistenza e amore, ha vinto la Targa Tenco per l’Opera prima. Quest’anno è uscito il suo ultimo album, Mala testa.

Dopo Resistenza e amore – opera classica e sperimentale, politica e sentimentale – Alessio si era dedicato alla rilettura del patrimonio musicale francofono e internazionale, riadattando per la nostra lingua e per il nostro presente capolavori misconosciuti, testimoniati nei suoi dischi successivi. Mala testa ha dunque una gestazione quasi decennale, attentissima al presente e ai suoi suoni, alla ricerca di una strada e di una musica adatta alla rinascita della canzone narrativa.

Alessio Lega è un cantastorie e come tale il suo lavoro di ricerca e di mantenimento della memoria è parte fondamentale della sua opera. Il linguaggio è il folk, il pop, il rock che suona nella piazza globale e cerca i tratti individuali nelle tante maschere della ribellione. Le sue rime sono spesso aspre, dall’ironia tagliente, ed hanno la capacità di saper raccontare le storie in maniera perfettamente lucida e dettagliata, nello spazio di una canzone.

Mala testa è dunque un disco di resistenza; al logorìo della memoria, alla normalizzazione, alle nuove schiavitù, alle prepotenze, di qualsiasi tipo e in qualunque latitudine si manifestino.

Presentato in anteprima nella rassegna barcellonese Cose di Amilcare, inserita nel cartellone di Barna Sants 2013. Alessio ha poi cantato il 29 giugno nello stadio di Camp Nou, davanti alle centomila persone venute a celebrare Lluis Llach (Premio Tenco 1979) e il 24 agosto a Peredelkino (nei dintorni di Mosca) nel concerto in memoria di Bulat Okudzava (Premio Tenco 1985).

Valeria Rosa sulle pagine de L’Unità ha scritto: “Sarà una conseguenza della crisi, una reazione ai rigurgiti populisti, ma c’è in giro una sana voglia di mollare le menate e di ridare contenuti e passione civile all’arte minore della canzonetta. Per questa ragione sembra arrivare al momento giusto Mala testa, il nuovo album del cantautore e militante anarchico Alessio Lega.”

Fonte: staff Alessio Lega